Un'osservazione ricorrente tra chi ha visitato le ultime botteghe di ramai attivi in Italia è la quantità di strumenti presenti. Non è raro trovare decine di martelli disposti in ordine lungo un'asse di legno, ognuno con una forma leggermente diversa. Per chi non conosce il mestiere, sembrano quasi identici. Per il ramaio, ciascuno ha un uso specifico che non è intercambiabile con quello degli altri.
L'attrezzatura di una bottega di rameria tradizionale si è consolidata nel corso dei secoli con variazioni locali. Alcune botteghe piemontesi usavano martelli con teste più allungate; quelle campane preferivano teste più sferiche per certi tipi di curvatura. Questi dettagli riflettono sia la preferenza personale dell'artigiano sia le esigenze specifiche della produzione locale.
I martelli
I martelli da ramaio si distinguono per la forma della testa — il percussore attivo — e per il tipo di manico. I principali sono:
- Martello a penna: la testa ha un lato piatto (per battitura uniforme) e un lato a cuneo (la "penna") usato per allungare il metallo in una direzione specifica. È il martello di uso più generale.
- Martello a sfera: entrambe le facce sono convesse. Usato per creare curvature, per la battitura circolare e per le prime fasi di formatura di fondi curvi.
- Martello a faccia piatta: la testa è perfettamente piana. Usato nella finitura per uniformare la superficie ed eliminare le ammaccature dei passaggi precedenti.
- Martello a pesce: la testa ha una forma ovale allungata. Utile per le zone interne di recipienti profondi dove i martelli più grandi non entrano.
- Mazza in legno: usata per le prime fasi di piegatura su forme in legno. Il legno non incrudisce il rame come farebbe il ferro, il che permette di lavorare più a lungo prima di dover ricuocere.
Le incudini
L'incudine del ramaio non è la grande incudine a forma di T del fabbro. Le incudini usate nella lavorazione del rame sono per lo più di piccole dimensioni, con forme geometriche specifiche che fungono da supporto durante la battitura. Le principali sono:
- Incudine a fungo (o "champignon"): una testa sferica o semisferica montata su uno stelo. Il pezzo da lavorare viene appoggiato sulla superficie curva e battuto dall'esterno. È lo strumento base per la formatura di fondi curvi e sfere.
- Incudine piatta: una piastra metallica liscia su cui si lavora in piano. Usata nella finitura e nella costruzione di parti piatte come coperchi e fondi di vassoio.
- Incudine a corno: ha un'estremità conica. Permette di lavorare forme coniche, come becchi di brocche o colli di alambicchi.
- Tas (o blocco di stagnatura): non è un'incudine in senso stretto, ma una massa metallica usata come supporto fisso durante operazioni di cesellatura o rifinitura leggera.
Cesoie e strumenti di taglio
Il taglio del rame in lastra richiede strumenti diversi a seconda dello spessore e della forma da ottenere:
- Cesoie a leva: per il taglio rettilineo di fogli fino a 1,5 mm. Sono montate su un banco fisso e azionate con un movimento verso il basso.
- Cesoie manuali: simili alle forbici ma con lame più corte e robuste. Per tagli curvilinei e finiture del bordo.
- Cesoia a ruota: una rotella affilata che scorre su una guida rettilinea. Produce tagli molto precisi su fogli sottili.
- Lima a mezza luna: per la finitura dei bordi tagliati, dove la cesoie lasciano una leggera sbavatura.
Calibri e strumenti di misura
La misurazione precisa dello spessore e delle dimensioni è essenziale in una lavorazione dove pochi decimi di millimetro possono fare la differenza tra un fondo che regge il calore e uno che si deforma. I principali strumenti di misura in una bottega tradizionale:
- Calibro a corsoio: misura spessori e diametri esterni con una precisione di 0,1 mm. È lo strumento di verifica più usato durante la lavorazione.
- Micrometro: per la verifica dello spessore delle lamiere in entrata. I ramai esperti sapevano già a occhio riconoscere lo spessore di una lamina, ma il micrometro è rimasto un riferimento di controllo.
- Squadra e goniometro: per la verifica della perpendicolarità degli incastri e degli angoli in oggetti composti.
- Sagome in legno: non sono strumenti di misura in senso tecnico, ma permettono di verificare che la curvatura di un pezzo corrisponda al profilo previsto. Ogni bottega aveva una collezione di sagome costruite ad hoc per i modelli in produzione.
Il forno e gli strumenti di ricottura
La ricottura è un'operazione tecnica indispensabile nella lavorazione del rame: il metallo deve essere periodicamente riscaldato e raffreddato per eliminare le tensioni interne accumulate durante la battitura. Il forno usato nelle botteghe tradizionali era alimentato a carbone o a legna e permetteva di portare rapidamente il pezzo alla temperatura di ricottura (circa 500–600°C per il rame). Le bottiglie di gas propano hanno sostituito il carbone nelle botteghe più recenti, migliorando il controllo della temperatura e riducendo i tempi di riscaldamento.
Fonti di riferimento: Confartigianato Italia, Centro Nazionale Artigianato.